Tutorial Equalizzazione – Come equalizzare la voce 2

Continuiamo in questa seconda parte il tutorial equalizzazione della voce. Dopo aver visto nella prima parte cosa è un equalizzatore e a cosa serve vediamo ora alcuni consigli pratici su come equalizzare la voce. Continua a leggere…

 

Tutorial equalizzazione 1. Tagliare invece di aggiungere

Questo metodo di intervento è un retaggio culturale che deriva dal mondo dell’audio analogico: aggiungere frequenze era infatti una pratica fondamentalmente diversa da quella del taglio selettivo. Da alcuni anni con l’avvento del digitale e del miglioramento degli equalizzatori software (simulazione ad esempio di eq della Solid State Logic) la differenza sonora tra i due tipi di intervento non è più così diversa. Ricordiamoci però che l’orecchio può essere facilmente ingannato: infatti un suono sembra suonare meglio quando è più forte di volume, per cui aggiungere delle frequenze e variare di conseguenza il livello percepito non è il modo più obiettivo per migliorare il suono. Magari crediamo di averlo migliorato, ma la psicoacustica ci rema contro…Pensiamo ad esempio alla fase di mastering, dove è fondamentale il corretto ascolto senza alcuna variazione di volume pre e post intervento. Potremmo allora pensare che sarebbe pertanto più corretto tagliare le frequenze invece di aggiungerle, per essere sicuri che la qualità del suono sia effettivamente migliorata. Ma…

Tutorial equalizzazione 2. Se devi aggiungere…aggiungi!

A volte infatti per avere un suono moderno dobbiamo usare un carico di frequenze su una determinata zona dello spettro – prendiamo ad esempio la batteria dove è prassi applicare diversi dB di guadagno sui singoli elementi. Proviamo ad aggiungere 8 dB alle basse, tagliando 7 dB di medie e aggiungendo 10 dB di alte e la cassa suonerà in perfetto stile rock…un tipo di intervento drastico, ma in perfetto stile rock! Idem per gli altri strumenti o la voce…se è necessario aggiungere frequenze, perché non farlo?

Tutorial equalizzazione 3. Ogni equalizzatore ha il proprio suono

Ogni equalizzatore è indicato per alcuni tipi di intervento. Alcuni sono migliori per la rimozione precisa delle risonanze, alcuni per interventi su ampi spazi di frequenze. Nel mondo analogico in particolare alcuni equalizzatori si distinguono per l’intervento sulle alte frequenze, alcuni sulle basse e alcuni semplicemente hanno uno risposta lineare su tutto lo spettro. A noi la scelta dettata ovviamente dall’esperienza in studio.

Tutorial equalizzazione 4. Sweep e centratura della frequenza “incriminata”

Un’altra pratica molto comune soprattutto sulla voce è quella di cercare una risonanza o delle frequenze problematiche impostando una campana piuttosto stretta per poi eliminare il problema tagliando diversi dB. È una tecnica che indubbiamente funziona, ma ricordiamoci che ogni frequenza potrebbe essere in qualche modo “problematica”. Cerchiamo di non andare “a caso” lungo lo spettro 20-20000 Hz ma proviamo ad indovinare in quale zona di frequenze è necessario intervenire, prima di agire sull’equalizzatore. L’importante è impostare una campana (Q) stretta applicando un boost moderato, spostandosi avanti e indietro nell’area di intervento per centrare il problema e risolverlo di conseguenza.

Tutorial equalizzazione  5. Importanza della campana (Q)

Il valore della Q è altrettanto importante quanto la quantità di taglio o di boost che viene applicato. Una campana con un valore di Q più ampio produce spesso un suono più trasparente, ma meno focalizzato. L’ideale sarebbe percepire a malapena l’intervento, risolvendo però lo specifico problema. Il rischio di andare a modificare anche le cose che non si desidera influenzare è sempre in agguato. Se si rimuove una risonanza, ad esempio le sibilanti della voce, cerchiamo di focalizzarci soltanto su quella lasciando il resto dello spettro il più integro possibile.

In conclusione…
Ricorda che ogni suono che ascoltiamo ha già una curva di equalizzazione, e nelle varie fasi della produzione è stato probabilmente equalizzato più di una volta. La chiave per usare al meglio l’equalizzatore è capire esattamente come mettere a fuoco ciò che stai cercando di correggere, per poi decidere cosa è necessario fare. Infine ricordati di non essere timido nel girare i potenziometri (reali o virtuali) del tuo equalizzatore, basta prendere coscienza del perché lo stai facendo. Lo vedremo applicato alla voce in maniera pratica nella terza parte dell’ articolo…

P.s

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